DAI PACCHETTI DI TESSERE CONTROLLATE AI SOTTOSCRITTORI A LORO INSAPUTA: LA POLITICA ITALIANA E' SEMPRE PIU' DISGUSTOSA

La cosiddetta Prima Repubblica è stato il periodo storico andato dall’elezione dell’Assemblea Costituente fino alla conclusione delle inchieste della Magistratura borghese che hanno fatto emergere delitti tali da mettere fine a cinquant’anni di dominio della Democrazia Cristiana (DC).

Con essa sono finiti in malora i suoi vassalli del pentapartito – Partito Liberale Italiano (PLI), Partito Repubblicano Italiano (PRI), Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) e Partito Socialista Italiano (PSI) – di fatto reclutati per impedire che il partito revisionista potesse accedere al Governo del Paese.

Le malefatte del gruppetto popolarmente conosciuto come CAF – costituito da Benedetto Craxi detto Bettino (PSI), Giulio Andreotti (DC) e Arnaldo Forlani (DC) – sono passate alla storia, anche grazie alle telecamere televisive che ne hanno mostrato le difficoltà nel rispondere alle domande incalzanti dei pubblici ministeri parte del pool Mani Pulite.

https://pennatagliente.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/07/immagine-278.png?w=291

Ci chiediamo se qualcuno, di coloro che seguivano le cronache giudiziarie dell’epoca, possa aver dimenticato il politicante democristiano di Pesaro farfugliare risposte inverosimili con tanto di bava alla bocca, mentre il 17 dicembre 1993 deponeva – interrogato da Antonio Di Pietro – al processo Enimont.

Questo lunghissimo preambolo – ce ne scusiamo con i lettori – intende introdurre una delle tante pagine poco chiare della gestione partitaria dell’epoca: in quei tempi, ma il malcostume risaliva già a decenni prima, esisteva chi controllava decine e centinaia di iscritti alle varie “associazioni non riconosciute”.

Oggi i tempi, abbiamo il sospetto che si sia trovato il modo di coinvolgere l’Intelligenza Artificiale (IA), si sono evoluti: le formazioni politiche, soprattutto quelle di nuova fondazione, hanno superato il concetto di controllo delle tessere, sostituendolo con quello dell’invenzione degli adepti.

Poco tempo fa ci siamo occupati di quanto accaduto a Spazio Pubblico, mentre oggi siamo costretti a ripeterci in relazione a Futuro Nazionale – il movimento fondato da Roberto Vannacci – che sembra aver adottato lo stesso metodo di reclutamento già sostenuto dal clan di Giuseppina Picierno detta Pina.

A noi sembra che, al di là del reato di furto di identità, i responsabili di questo indegno sistema di accalappiamento di sottoscrittori debbano subire una dura reprimenda, se non dalla Giustizia borghese almeno dai rappresentanti degli altri partiti: occorrerebbe un provvedimento legislativo ad hoc, ma siamo ragionevolmente certi che nulla accadrà.

 

Bosio (Al), 09 agosto 2026

la Redazione del blog Pennatagliente

http://pennatagliente.wordpress.com